
Articolo tratto dall'edizione di Giugno 2010 de "Zona Nove - Isola" Primo Carpi
Ibrahim Kodra nasce a Ishem, piccolo villaggio dell'Albania
Centrale, nel 1918. E per il suo eccezionale talento artisti
co viene notato e educato alla corte del Re Zogu. Ma subisce
da subito la forte attrazione del raffinato mondo artistico eu
ropeo. Grazie ad una borsa di studio, nel 1938, il sogno si av
vera. Ibrahim si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera,
dove viene seguito da Carlo Carrà, Carpi, Funi. Negli anni
immediatamente seguenti la fine della guerra, nel 1947, co
nosce Paul Eluard e, l'anno seguente, Pablo Picasso venuto a
Roma per il congresso della pace. l'appartenenza a un'area
culturale e politica ben precisa, la conoscenza e l'amicizia
delle più grandi personalità della cultura internazionale del
tempo, la portata internazionale delle sue esposizioni, ne
fanno subito uno degli artisti più rappresentativi dell'arte
“socialista” del dopoguerra.
Ma il suo stile forte, positivo, sostenuto da un'estrema freschezza di
colori e di punti di osservazione, oltre che costituire una testimo
nianza coerente degli ideali per i quali, l'artista si è schierato, comu
nicano anche un messaggio artistico e umano che incontra atten
zioni e ammirazioni che prescindono dalla matrice ideologica di chi
le esprime. Complice probabilmente il mondo e le iniziative che gra
vitano attomo alla Libreria Rinascita di via Volturno, alla fine de
gli anni 60 Kodra approda all'Isola e non se ne dístaccherà più.
E di quegli anni anche un'altra amicizia duratura come quel
la nei confronti del quartiere; ed è quella verso Attilio Zanchi,
all”epoca assessore alla Provincia. Kodra seguirà tutte le fasi
della storia artistica; partecipando tra l'altro nel 1993 alla col
lettiva inaugurale dell'Associazione Sassetti Cultura della
quale Zanchi è Direttore Artistico.
Ibrahim Kodra viene a mancare nel febbraio 2006, e nella sua bel
la casa di piazzale Lagosta al 2 il tempo si è fermato come se il
Maestro dovesse ritomarvi da un momento all'altro. Ci siamo sta
ti il 22 aprile scorso; in occasione del 92mo anniversario della sua
nascita, amici, collezionisti, giornalisti vi hanno organizzato un in
contro invitandoci a nostra volta.
Erano presenti tra gli altri il vice ambasciatore del Kosovo a Roma,
il console albanese a Milano, la direttrice del museo Ibrahim Kodra
a Melide (Lugano), il vicepresidente dell'associazione culturale
Italia Albania, una troupe televisiva albanese, un giomalista de “ll
Giorno” e molti, molti amici, critici d'arte, collezionisti. Dalle chiac
chiere del pomeriggio salterà fuori poi (vero o leggenda non sappia
mo) che tra le schiere di questi ultimi c'è anche il nostro attuale pre
sidente del Consiglio.
Dal suo ultimo piano (l'ascensore non basta, c'è poi un'ultiima ram
pa di scale con le mura tappezzate di locandine degli anni 70, 80,
90...) l'appartamento di Kodra domina piazzale Lagosta e vi si ve
de viale Zara dritto dritto fino... al Resegone.
E' una casa museo, ora, curata da un gigante gentile, Fatos Faslliu,
che non ha problemi a organizzare visite e presentazioni. Ma l'at
mosfera è esattamente quella che abbiamo già detto. Di un norma
le giorno della settimana con il Maestro che ritornerà quanto pri
ma da qualche esposizione.
Quadri sono appoggiati per terra nel piccolo corridoio d'ingres
so, un cartoncino a metà dipinto è appoggiato sul tavolo del
soggiorno, lo studio è pieno dovunque di tavolozze e ciotole di
colore pronte all'uso. E ovunque la grande luce che viene den
tro direttamente dalla Brianza e la fluviale e sgargiante ric
chezza di colori, di fiori, di decorazioni, di soprammobili, di fo
tografie e di tappeti della Mitteleuropa.
L'artista poi ha viaggiato molto e ci sono foto e segni di tutte le par
ti del mondo. E immagini d'incontri importanti;ministri, artisti, ca
pi di stato, anche un papa.
Oggi qui ci sono molte persone che parlano per di più un italiano
un poco marcato, o tra di loro in albanese. Molto gentili, molto com
mosse di trovarsi in questo angolo di mondo così fuori dal tempo e
insieme così familiare. Discorsi, abbracci, sorrisi. E alle pareti deci
ne di autentici capolavori. Torneremo, in pochi, solo ed esclusiva
mente isolani, chiedendo casomai ad Attilio ed Elda di accompa
gnarci, certi di essere accolti dalla vigorosa stretta di mano di Fatos.
Accettiamo prenotazioni.
(Primo Carpi)