"L'oriente Mediterraneo" nella pittura di Kodra

Franco Russoli

Ibrahim Kodra partecipa ormai da tre lustri alla vita artistica italiana, direi anzi che è personaggio ineliminabile dal panorama culturale della giovane pittura milanese. Eppure ha sempre conservato, anzi approfondito nelle sue opere, il carattere originario della sua ascendenza balcanica. Scriveva Marco Valsecchi nel 1957: "Si direbbe che Kodra tra le sue sfaccettature del tardo cubismo del primo dopoguerra, abbia rintracciato le scaglie luminose dei vecchi mosaici bizantini, i bagliori delle antiche moschee e la favolosità dei pastori che bivaccano sulle pendici dell'Olimpo...". Ritornano cioè i segni di una tradizione che è natura; un oriente vicino, mediterraneo, che trova figura anche nelle sigle e nei toni più attuali della cultura artistica europea. La materia pittorica di Kodra è variata e sensibile alla luce che definisce non soltanto forme allusive di paesi e di personaggi, ma rtascorrenti riflessi, vibranti apparizioni liriche di fantasmi della memoria. Il pittore utilizza con grande sapienza, e con inesauribile fantasia, ogni possibile variazione della sostanza cromatica, e compone con forza e chiarezza immagini di fascino sottile. Oggi egli ha raggiunto una sua espressione personale, un suo inconfondibile tono poetico.