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Io cerco

io cerco l' orizzonte lontano
l' esistenza della vita
l' infinito
i raggi del sole
l' evoluzione
io cerco l' irrazionale
l' indistruttibile
l' onda del mare
l' invincibile
io cerco l' inatteso
l' intemporale
l' inteleggibile
l' intraprendenza
l' istituibile
io cerco l' instaurabile
l' intrasferibile
l' intramutabile
l' insurrezione
io cerco l' inconsueto
l' insostituibile
l' insolubile
l' impossibile
io cerco l' insorgenza
l' invisibile
il primordiale
l' inarrivabile
io cerco l' organismo del cosmo
il mistero dell' aria
il soffio del vento
il sorgere dell' aurora
io cerco una terra da coltivare
il primo fiore
il primo seme
dell' avvenire
io cerco ...

O mamma..

Non sento più le tue dolci carezze,
come il vento d’ aprile che accarezza i fiori,
o mamma.
Dove sei nascosta?
Non vedo più il tuo sorriso,
i tuoi occhi, i tuoi occhi attenti
che mai si stancavano
di seguire il mio cammino incerto.
Eri tutto per me.
Il tuo volto: il più bello
fra le muse.
E i tuoi capelli
lunghi e neri
velavano guancine liete
quando il seno infondeva calore
nelle vene puerili.
Ora dove sei nascosta?
Fresa nella memoria,
ritorna, o mamma,
ad accarezzare il mio volto
o mamma…

Il ponte

In quel benedetto giorno
le fanciulle fuggivano
dal ponte
All’ imbrunire il sole
lanciava i raggi
della notte.
La sconosciuta

Ella camminava verso l’ alto
e quel signore rimase stupito
di tale bellezza inconsueta.
Era sconosciuta nel paese
e tutti chiedevano il suo nome.
Volto nascosto

Il giorno 15 agosto del settantasette
ragnava il silenzio nel paese.
I ragazzi giocavano: ping! pong!
sotto il pino della piazzetta.
La fanciulla coi capelli lunghi
ondeggianti sulle spalle delicate
splendeva nella luce alabastrina.
Giocando con la lunga chioma
l’ iliare vento nascondeva
il suo volto splendido
come una rara gemma d’ oriente.
L’ ultimo saluto

Lungo le strade di Palermo
la brezza del mattino
luccicava sulle foglie delle palme.
Bruciavano al sole
le piazze d’ asfalto.
Una fanciulla timida
distesa al sole sulla spiaggia
veniva dal nord.
Vestita di color coloniale,
all’ improvviso
e agosto finiva,
diede l’ ultimo saluto a Monreale,
e con risolutezza insolita,
per la strada del ritorno,
scomparve tra le nubi bianche
che violentavano l’ azzurra distesa
del cielo sulla città.